La gascromatografia (GC)

Principi della Gascromatografia

La gascromatografia (GC) è una tecnica analitica specializzata nella separazione di sostanze volatili. Il metodo si basa sulla ripartizione degli analiti tra una fase mobile gassosa e una fase stazionaria. Sebbene sia meno immediata per le analisi quantitative rispetto alla cromatografia liquida, la GC offre capacità diagnostiche straordinarie.

Questa tecnica è ideale per analizzare aromi, idrocarburi a catena corta, acidi carbossilici e composti biochimici. Le sue applicazioni spaziano dal controllo della qualità dell’aria alla medicina legale per la determinazione di sostanze stupefacenti. Grazie alla sua alta risoluzione, la GC permette di isolare componenti complessi in matrici gassose o facilmente vaporizzabili.

Rilevatori a Ionizzazione e Conducibilità

Una volta separati dalla colonna, i componenti devono essere identificati da un rilevatore. Uno dei più diffusi è il rilevatore a ionizzazione di fiamma (FID). In questo dispositivo, l’eluito viene bruciato in una fiamma aria-idrogeno, producendo ioni che generano una corrente elettrica proporzionale alla quantità di sostanza presente.

Un’altra opzione è il rilevatore a conducibilità termica (TCD). Questo strumento misura la variazione della capacità del gas di trasportare calore quando è presente l’analita. Sebbene sia meno sensibile del FID, il TCD ha il vantaggio di essere universale e non distruttivo. Esistono anche rilevatori specifici come l’ECD, estremamente sensibile ai composti alogenati, e il PID, che utilizza la fotoionizzazione.

Il Rilevatore ad Emissione Atomica (AED)

Il rilevatore ad emissione atomica (AED) rappresenta una delle tecnologie più avanzate. In questo sistema, l’eluito entra in un plasma di elio generato da microonde. L’energia del plasma è così elevata da atomizzare ed eccitare tutti gli elementi presenti. Gli atomi emettono quindi radiazioni elettromagnetiche caratteristiche.

Questi spettri di emissione funzionano come una vera “impronta digitale” per ogni elemento. Il sistema utilizza un “diode array” per catturare la luce in un intervallo tra 170 e 780 nm. Questo permette al software di identificare simultaneamente diversi elementi chimici all’interno di una singola corsa cromatografica, garantendo un’accuratezza analitica senza pari.

Questo è solo un breve riassunto di ogni argomento, definizione e dimostrazione presente nel file sottostante. Tutti gli argomenti trattati sono appunti delle lezioni di Analitica II (A.A. 2023/2024). Per la stesura di questi appunti è stato utilizzato anche il libro “Chimica Analitica strumentale di Skoog, Holler e Crouch” e “Chimica Fisica un approccio molecolare di D. McQuarrie e J. D. Simon”.

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